martedì 27 novembre 2012
Regole e ballottaggio. Così, giusto per capire
Nessuno ha la certezza che le regole così severe sul ballottaggio penalizzeranno Renzi. E’ una possibilità, se si ragiona pensando che molti degli elettori potenziali che aveva Renzi al primo turno magari non sono andati a votare Renzi perché pensavano che non essendoci partita sarebbe stato inutile votare il sindaco: tutta fatica sprecata. Dall’altra parte però si può anche dire che alcuni elettori bersaniani che davano per scontata la vittoria al primo turno, e che non hanno votato pensando che il segretario ce l’avrebbe fatta anche senza il loro voto, oggi potrebbero essere ancora più stimolati dei renziani ad andare al ballottaggio per scongiurare la vittoria del rottamatore. Impossibile da dire, dunque. Quel che certo (senza dimenticare che le regole comunque si contestano quando si fanno e si migliorano quando si può non quando ormai sono state stabilite) è che questa storia che al secondo turno gli elettori che non hanno votato al primo possono votare solo “richiedendo la registrazione nei giorni 29 e 30 novembre presso il Coordinamento provinciale dichiarandosi di essersi trovati, per cause indipendenti dalla propria volontà, nell’impossibilità di registrarsi all’Albo degli elettori entro il 25 novembre” è – a mio avviso – una regola che semplicemente penalizza, e di molto, la partecipazione. Che senso ha, per dire, registrare solo in due giorni? E non potersi registrare nel giorno del voto? Ho letto molte spiegazioni e giustificazioni sul tema ma non ne ho trovata una sola convincente. L’unica cosa che mi viene in mente è che il centrosinistra ha paura di essere in qualche modo permeabile. E ha paura, insomma, che qualcuno, in questo ballottaggio, possa "inquinare" il voto. Ecco: ditemi che non è davvero così.
FOGLIO QUOTIDIANO di Claudio Cerasa – @claudiocerasa