E poi dicono dell'Italia. La Germania è un paradiso internazionale per il riciclaggio di denaro sporco da parte delle mafie internazionali. Lo scrive il Financial Times Deutschland in un lungo articolo dedicato al tema. Ogni anno, scrive il quotidiano, secondo l'Ocse la criminalità internazionale ricicla in Germania tra i 43 e i 57 miliardi di euro, di cui al massimo gli investigatori e le autorità tedesche riescono a recuperare uno 0,5%.
L'anno scorso sono stati sequestrati 170 milioni di euro, contro gli 1,3 miliardi di euro rintracciati dall'antimafia italiana, ricorda l'articolo prima di citare il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Caltanissetta, Roberto Scarpinato: "Se fossi mafioso investirei anch'io in Germania". Sono diverse le ragioni di questa penetrabilità dell'economia tedesca da parte dei capitali della criminalità organizzata internazionale. Da una parte, spiega il capo della polizia criminale federale Joerg Ziercke, manca il personale necessario. Ma scarsa sarebbe anche la volontà politica di procedere con decisione: la polizia criminale si trova dunque a procedere tra metodi d'indagine limitati e leggi troppo deboli e inefficaci.
A queste difficoltà si aggiungerebbero un conflitto di competenze e un'eccessiva frammentazione delle istituzioni preposte: sono oltre cento le autorità tedesche impegnate nella lotta al riciclaggio di denaro sporco delle mafie, dal livello comunale fino al nazionale. Inoltre "tra il ministero dell'Economia e quello degli Interni ancora non è chiaro di chi sia la competenza", ha ammesso il presidente della Conferenza dei ministri degli Interni Lorenz Caffier.