domenica 11 novembre 2012
Siamo tutti uguali di fronte alla gnocca
Dopo il momento Moccia sul palco di Chicago con i ringraziamenti caramellati di Obama che grida alla moglie il suo amore e le figlie vestite come Barbie Magia della moda che lo abbracciano, l’America aveva proprio bisogno di un bel Gnoccagate coi controfiocchi. Di un inciucio a metà tra la spy story e Neri Parenti in cui corna e giochi di potere restituiscono al Paese un’immagine più realistica, molto più vicina alla vita reale dell’abbraccio più retorico e ritwittato di sempre. Perché nel gran casino in cui s’è andato a ficcare l’ormai ex capo della Cia col nome di un lanciatore di giavellotto russo, David Petraeus, c’è davvero tutto: sesso, potere, politica, spionaggio, mogli e mariti traditi, dimissioni e mail piccanti. C’è la Mata Hari sexy come nei migliori 007 e la moglie racchia come nei peggiori Cinepanettoni. Ma soprattutto, ci sono gli uomini, con le loro debolezze, le loro ingenuità, quella loro vulnerabilità di fronte alla gnocca che li rende tutti uguali, dal camionista barese al capo della Cia. Certo è che i bottoni che saltano nelle stanze dei bottoni fanno più rumore. E di rumore ne ha fatto tanto il caso Petraeus. Sessant’anni, amante delle polo pastello e con un riporto che neppure Schifani ai bei tempi, David Petraeus era fino a qualche giorni fa il direttore della CIA. Era anche un uomo sposato da 37 anni con tale Holly, conosciuta quando era ancora cadetto nella prestigiosissima accademia militare di West Point, e dopo una vita trascorsa nell’arma, era l’uomo della vittoria in Iraq e della fine della guerra in Afghanistan.
Fonte Libero quotidiano